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Prove personali

Gnome 3 -Pulsanti e finestre!

Come dicevo nel mio confronto con Unity, in Gnome 3 è presente il solo tasto di chiusura: secondo me non serve altro in questo nuovo DE.
Ci si muove molto bene con la tastiera o con il mouse attraverso gli spazi di lavoro.

Certo che dopo essersi abituati per un anno ad avere i pulsanti a sinistra, averne anche solo uno, ma a destra potrebbe disorientare. Per chi lo volesse spostare ancora a sinistra (o aggiungere i pulsanti che mancano), c’è un modo molto semplice per farlo.

Premendo ALT+F2 scriviamo nella finestra:
gconf-editor
Nell’editor di configurazione cerchiamo a destra la cartella
/desktop/gnome/shell/windows/

Qui possiamo modificare la voce a sinistra button_layout da
:close
in
close:
se vogliamo il pulsante a sinistra.
Mentre possiamo aggiungerli tutti con:
close,maximize,minimize:menu
Modificata la voce, ci basterà riavviare gnome-shell per avere il pulsante spostato a sinistra, possiamo farlo sempre con ALT+F2 e dando:
killall gnome-shell

Ora vorrei fare notare una cosa:

Come si può vedere se spuntiamo la voce edge_tiling, proprio sotto a button_layout, si possono avere alcune funzioni interessanti.
Praticamente si tratta di poter gestire le dimensioni di una finestra semplicemete trascinandola, sempre dopo avere riavviato la shell.
Se trasciniamo in alto la massimizziamo:

Mentre trascinando la finestra e mettendo il cursore negli angoli alti a destra o a sinistra del pannello, la finestra si adatterà alla metà destra o sinistra del monitor:

Trovo che questa funzione, che mancava in Gnome 2.32, sia molto utile, qualora dovessimo tenere sotto controllo due programmi diversi, oppure semplicemente confrontare due articoli o due file differenti.

Bloccare gnome-panel.

Come si può bloccare il pannello con tutte le sue icone e notifiche in modo che non siano riposizionabili?

Apriamo il terminale, oppure con un semplice ALT+F2 apriamo la finestra di esegui applicazione e digitiamo dentro
gconf-editor

cercare nella finestra che compare la chiave:
/apps/panel/global/locked_down
e spuntiamo la relativa voce, come in figura

e il gioco è fatto!
Potrebbe essere necessario riavviare il pannello, per farlo sempre con ALT+F2 e digitiamo:
killall gnome-panel
Ecco che neanche un click maldestro (magari da parte di amici inesperti) ci farà sballare il nostro pannello.

Impostare sfondi diversi per ogni workspaces in Ubuntu 10.10!

Per avere diversi sfondi in ogni worksapces bisogna avere gli effetti 3D abilitati, Compiz attivo, CompizConfig installato e anche il pacchetto aggiuntivo “compiz-fusion-plugins-extra“, lo possiamo installare da terminale con:
sudo apt-get install compiz-fusion-plugins-extra
oppure da Synaptic o da Ubuntu Software Center.

Se siamo pronti con questa configurazione, possiamo aprire CompizConfig, lo troviamo nel menu Sistema>Preferenze>Gestore Configurazione CompizConfig

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Android virtualizzato su Ubuntu

Siccome da tempo si sta sviluppando una versione di Android per processori intel atom, mi è venuta l’idea di provare.
Sul sito dedicato al progetto viene spigato come fare, ma l’HowTo dice che il procedimento è testato solo su windows XP e su Fedora11.

Allora scarichiamo il file android-x86-2.2-eeepc.iso
Per l’installazione di virtualbox e delle configurazioni rimando a questa guida molto completa del Muflone.

Ora avviamo Virtualbox e clicchiamo su Nuova

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Installare ubuntu come unico sistema operativo con home separata.

Innanzitutto perchè usare la partizione per la home separata?
Perchè la partizione di home può essere considerata coma una partizione dati, ovvero una partizione che possiamo mantenere anche se aggiorniamo o reinstalliamo Ubuntu.
Infatti nella home utente troviamo cartelle visibili -come la cartella Immagini o Musica, dove possiamo salvare i nostri files- ma anche cartelle nascoste che servono solo ad indicare le impostazioni utente: se vogliamo un sistema pulito basta cancellare le cartelle nascoste, verranno ricreate in automatico al riavvio del sistema, ma con le impostazioni standard.
Con la home in partizione separata sul disco possiamo quindi decidere se formattare tutto per cancellare qualsiasi cosa, non formattare per mantenere i nostri dati e cancellare solo i file nascosti per avere le impostazioni standard, mantenere tutti i dati e tutte le impostazioni.
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Ripristino Grub (video)

In molti si trovano in difficoltà a ripristinare Grub, vedono molti comandi da dare e pensano che sia complicato.
Se si reinstalla Windows in una partizione, oppure se si commette qualche errore durante l’installazione di Ubuntu o di altre distribuzioni Linux, capita di dovere ripristinare Grub, il bootloader, quello che ci permette di selezionare il sistema operativo all’avvio.
Per ripristinarlo ci sono le istruzioni in questa pagina: Ripristino Grub.

In sostanza si tratta di avviare una sezione da cd o da usb in modalità “Prova Ubuntu” o modalità “live”, collegarsi a internet e seguire le istruzioni, l’unico punto da tenere in considerazione è il nome del disco dove installare Grub e il nome/numero della partizione in cui mettere i file di configurazione di Grub. Questo lo scopriamo col primo comando che diamo, io nel video infatti correggo il numero della partizione , mentre il disco è lo stesso che viene indicato nella guida.

Per andare più veloce si può fare copia/incolla, per essere ancora più veloci copia con CTRL+C e incolla nel terminale con MAIUSC+CTRL+V,
naturalmente ALT+TAB per passare da una finestra all’altra: in pochissimo tempo abbiamo ripristinato Grub.

Unetbootin, linux live usb!

Disponibile sia per Linux che per Windows, Unetbootin è un eseguibile che permette di scaricare in automatico, o di selezionare una immagine iso già scaricata, di metterla su un dispositivo usb e di renderlo avviabile dal bios, permettendo così la prova live o l’installazione dell’immagine del sistema operativo prescelto.

Ora io descrivo l’utilizzo sotto Windows Seven dato che unetbootin è il sistema migliore per creare questo tipo di live. Mentre per Ubuntu esiste il Creatore dischi di Avvio, integrato nel sistema, che ha in più la funzione “persistente”: crea una live con la possibilità di salvare i dati. Questa procedura l’ho già descritta in questo articolo.
Con unetbootin non si può fare, al massimo si può partizionare il dispositivo usb in modo da avere un secondo disco su cui salvare dati, ma su cui non vengono salvate anche le impostazioni.

Cominciamo quindi col reperire Unetbootin a questo link

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