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Sempre più open-source?

La domanda sorge spontanea.
Prima di tutto il successo di Android, piattaforma con Kernel Linux su cui gira una macchina virtuale chiamata Dalvik

Questo successo ha forse convinto i produttori a sfruttare la moda “open”: già molti produttori utilizzano Kernel Linux modificati per i loro dispositivi più svariati, dai frigoriferi, ai videoregistratori, dalle slot-machines agli ultimi televisori 3D.
Quello che forse mancava era proprio un utilizzo su dispositivi così interattivi come gli smartphone.
Google ha dato una forte spinta, in molti hanno cercato di seguire la scia: Maemo, Moblin e Meego di Nokia/Intel (che sembrano arenati), per arrivare a Bada (non è open, ma parte da bsd) di Samsung già realtà.
Anche un altro grande produttore come HP dopo l’acquisizione di Palm sembra voler sfruttare a pieno questa moda con il suo nuovo Webos (in parte open, in parte closed) con tre dispositivi molto interessanti appena presentati:

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Linux for homo sapiens sapiens (aka Open-source = Open-mind)

Forse dovrei correggere l’immagine della testata con questo titolo.
Girovagando qua e la per internet, si trovano di quelle affermazioni su Ubuntu e sul mondo Linux in generale che sanno di leggenda.
Anche io molti anni fa avevo capito che non ero in grado di gestirlo, probabilmente molti in passato hanno fatto la stessa cosa.
Il mio problema era quello di avere una sufficiente conoscenza di base, ero in grado di capire diverse funzioni: il problema era che non avevo tempo per imparare (e allora ce n’era da imparare)
C’era una forte prevalenza di operazioni da compiere a riga di comando nel terminale, per cui prima bisognava trovare i manuali, comprenderli (tutti in inglese) e poi applicare.
E’ proprio questo che adesso è cambiato radicalmente! L’interfaccia grafica è notevolmente migliorata ed è più intuitiva, in pochi mesi che utilizzo Ubuntu, mi accorgo che è in continuo miglioramento, sempre più programmi e sempre meglio integrati.
Però ancora molte soluzioni ai problemi vengono date a riga di comando da terminale, questo spaventa chi è abituato a cliccare e basta.

Rimane anche il fatto che molte persone avviano la Live (provano senza installare), guardano per cinque minuti e non si trovano perchè non vedono la E per connettersi, perchè non trovano Esplora risorse, qualcuno non trova il pulsante start e già va in panico, figuriamoci poi se parliamo di terminale.
C’è poi da dire che spesso Ubuntu te lo devi installare da solo, mi picerebbe vedere quelle stesse persone che si lamentano perchè non funziona questo e non funziona quello, se dovessero cercare da soli di installare Windows o MacOs e dovessero da soli far funzionare tutto: figuriamoci che la Apple per non avere problemi vende il sistema operativo solo su hardware certificato e “fatto su misura”, altrimenti vorrei vedere!

Altra cosa molto importante, io mi sono accorto diverse volte di sbagliare qualche passaggio, oppure di non utilizzare il programma più adatto per il mio scopo o peggio di installare pacchetti obsoleti che hanno poi incasinato tutto, quando uno è inesperto capita: se poi uno da sempre la colpa agli altri è facile darla ad un OS che non può controbbattere!

Se leggete il mio post sull’installazione di una stampante wifi, vedrete che è bastato seguire il wiki di Ubuntu per capire come farla funzionare in 5 minuti: in quel post non ho detto che con Windows XP ci sono volute circa 2 ore per la stessa stampante, alla faccia del cd autoinstallante e dei driver belli pronti.
Provate a leggere sul sito ufficiale di Hp quante soluzioni deve dare a questo problema: Problemi di installazione di Software & Drivers

Passiamo oltre: molti installano una distibuzione Linux su vecchi computer.
Lo usano per un po’, magari imparano e ci si affezionano anche, poi inevitabilmente i computer vecchi hanno qualche problema (magari ce l’avevano già prima, motivo per cui hanno provato a testare) e danno la colpa al sistema operativo.
Oppure si decidono a comprare un nuovo Pc che funziona molto bene, veloce, scattante, pulito, sul quale naturalmente non è testato anche Linux. Qualcuno, siccome il pc nuovo, pulito, con un hardware decisamente migliore, funziona bene, neanche riprova ad installarlo. Qualcun’altro prova, ma si trova con qualcosa che non va, magari cerca anche in internet la soluzione, non la trova: tanto il pc nuovo funziona bene così come glielo hanno dato, quindi perchè dannarsi, dopo un’ora di ricerche vane (tanto dura la pazienza di molti). Ecco che si decide per l’abbandono!

La soluzione qual’è? Forse il tempo: molti non sanno usare un Pc, molti hanno usato per anni un solo sistema operativo, molti non usano il Pc se non per poche applicazioni.
Provate a fare usare un telefono diverso da Nokia da chi non ha usato altro, se non ritrova le stesse icone, le stesse impostazioni, lo stesso simbolo della cornetta, non riesce neanche a telefonare (che ormai è la funzione più semplice per un cellulare).
Le abitudini sono un vecchio fardello, di fronte a situazioni mai affrontate in molti si tirano indietro.
Tanto più sono vecchie tanto più è difficile sradicarle, forse la soluziona sta nei giovani, per loro cambiare è meno traumatico.
Utilizzare un sistema operativo che non si conosce richiede tempo, voglia e un po’ di capacità, ma sopratutto flessibilità mentale.

Forse il fatto che Vista non è stato così affidabile come XP e Seven è lontano e diverso da XP stesso, unito al fatto che comunque XP (ancora molto usato) verrà abbandonato entro il 2014, può dare l’occasione di cambiare veramente!
Google con Android insegna: notizia di pochi giorni fa il sorpasso su IPhone.

E allora?
Open your mind!