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Ripristino Grub (video)

In molti si trovano in difficoltà a ripristinare Grub, vedono molti comandi da dare e pensano che sia complicato.
Se si reinstalla Windows in una partizione, oppure se si commette qualche errore durante l’installazione di Ubuntu o di altre distribuzioni Linux, capita di dovere ripristinare Grub, il bootloader, quello che ci permette di selezionare il sistema operativo all’avvio.
Per ripristinarlo ci sono le istruzioni in questa pagina: Ripristino Grub.

In sostanza si tratta di avviare una sezione da cd o da usb in modalità “Prova Ubuntu” o modalità “live”, collegarsi a internet e seguire le istruzioni, l’unico punto da tenere in considerazione è il nome del disco dove installare Grub e il nome/numero della partizione in cui mettere i file di configurazione di Grub. Questo lo scopriamo col primo comando che diamo, io nel video infatti correggo il numero della partizione , mentre il disco è lo stesso che viene indicato nella guida.

Per andare più veloce si può fare copia/incolla, per essere ancora più veloci copia con CTRL+C e incolla nel terminale con MAIUSC+CTRL+V,
naturalmente ALT+TAB per passare da una finestra all’altra: in pochissimo tempo abbiamo ripristinato Grub.

Unetbootin, linux live usb!

Disponibile sia per Linux che per Windows, Unetbootin è un eseguibile che permette di scaricare in automatico, o di selezionare una immagine iso già scaricata, di metterla su un dispositivo usb e di renderlo avviabile dal bios, permettendo così la prova live o l’installazione dell’immagine del sistema operativo prescelto.

Ora io descrivo l’utilizzo sotto Windows Seven dato che unetbootin è il sistema migliore per creare questo tipo di live. Mentre per Ubuntu esiste il Creatore dischi di Avvio, integrato nel sistema, che ha in più la funzione “persistente”: crea una live con la possibilità di salvare i dati. Questa procedura l’ho già descritta in questo articolo.
Con unetbootin non si può fare, al massimo si può partizionare il dispositivo usb in modo da avere un secondo disco su cui salvare dati, ma su cui non vengono salvate anche le impostazioni.

Cominciamo quindi col reperire Unetbootin a questo link

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Explorer vs Chrome vs Firefox

Piccolo aggiornamento sulla questione browser: riporto qui i test che in molto possono effettuare collegandosi agli indirizzi:
Acid3 test
HTML5 test
Per chi non lo sa sono pagine che servono a testare la compatibilità dei browser con i nuivi standard HYML5 e css3.
Ecco gli screenshot da Seven 64bit:
– Chrome e Firefox per acid3

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Maverik Meerkat (aka Ubuntu 10.10) & Windows Seven in dual boot

Questa guida si riferisce ad un Pc con Windows già installato.
Installare veramente Ubuntu, cioè non come applicazione di Windows con wubi, ma come sistema operativo a se stante, non è difficile.
La cosa più bella è che Ubuntu rispetta gli altri sistemi operativi e può affiancarli: si può scegliere quale avviare quando si accende il pc.
Altra cosa bella è che Windows non si accorge neanche che c’è: vedrà solo un po’ di spazio in meno sul disco.
I passaggi da considerare sono molto semplici: prima di tutto se non abbiamo il cd/dvd di Windows, dobbiamo utilizzare il sistema di ripristino di Seven che ci permette di creare l’immagine del sistema operativo e salvarla su dvd (a volte questa è già presente su una partizione nascosta del disco) e il cd di ripristino.
Poi procediamo alla deframmentazione, Windows scrive a caso sul disco rigido e questa operazione è necessaria per spostare i dati più vicino: con Ubuntu non serve in quanto si usa un sistema più intelligente che riempie partendo dal primo spazio libero o dal primo buco creato da una cancellazione di file precedente, per cui lo spazio su disco occupato è sempre contiguo e anche l’acesso è più veloce.

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Linux for homo sapiens sapiens (aka Open-source = Open-mind)

Forse dovrei correggere l’immagine della testata con questo titolo.
Girovagando qua e la per internet, si trovano di quelle affermazioni su Ubuntu e sul mondo Linux in generale che sanno di leggenda.
Anche io molti anni fa avevo capito che non ero in grado di gestirlo, probabilmente molti in passato hanno fatto la stessa cosa.
Il mio problema era quello di avere una sufficiente conoscenza di base, ero in grado di capire diverse funzioni: il problema era che non avevo tempo per imparare (e allora ce n’era da imparare)
C’era una forte prevalenza di operazioni da compiere a riga di comando nel terminale, per cui prima bisognava trovare i manuali, comprenderli (tutti in inglese) e poi applicare.
E’ proprio questo che adesso è cambiato radicalmente! L’interfaccia grafica è notevolmente migliorata ed è più intuitiva, in pochi mesi che utilizzo Ubuntu, mi accorgo che è in continuo miglioramento, sempre più programmi e sempre meglio integrati.
Però ancora molte soluzioni ai problemi vengono date a riga di comando da terminale, questo spaventa chi è abituato a cliccare e basta.

Rimane anche il fatto che molte persone avviano la Live (provano senza installare), guardano per cinque minuti e non si trovano perchè non vedono la E per connettersi, perchè non trovano Esplora risorse, qualcuno non trova il pulsante start e già va in panico, figuriamoci poi se parliamo di terminale.
C’è poi da dire che spesso Ubuntu te lo devi installare da solo, mi picerebbe vedere quelle stesse persone che si lamentano perchè non funziona questo e non funziona quello, se dovessero cercare da soli di installare Windows o MacOs e dovessero da soli far funzionare tutto: figuriamoci che la Apple per non avere problemi vende il sistema operativo solo su hardware certificato e “fatto su misura”, altrimenti vorrei vedere!

Altra cosa molto importante, io mi sono accorto diverse volte di sbagliare qualche passaggio, oppure di non utilizzare il programma più adatto per il mio scopo o peggio di installare pacchetti obsoleti che hanno poi incasinato tutto, quando uno è inesperto capita: se poi uno da sempre la colpa agli altri è facile darla ad un OS che non può controbbattere!

Se leggete il mio post sull’installazione di una stampante wifi, vedrete che è bastato seguire il wiki di Ubuntu per capire come farla funzionare in 5 minuti: in quel post non ho detto che con Windows XP ci sono volute circa 2 ore per la stessa stampante, alla faccia del cd autoinstallante e dei driver belli pronti.
Provate a leggere sul sito ufficiale di Hp quante soluzioni deve dare a questo problema: Problemi di installazione di Software & Drivers

Passiamo oltre: molti installano una distibuzione Linux su vecchi computer.
Lo usano per un po’, magari imparano e ci si affezionano anche, poi inevitabilmente i computer vecchi hanno qualche problema (magari ce l’avevano già prima, motivo per cui hanno provato a testare) e danno la colpa al sistema operativo.
Oppure si decidono a comprare un nuovo Pc che funziona molto bene, veloce, scattante, pulito, sul quale naturalmente non è testato anche Linux. Qualcuno, siccome il pc nuovo, pulito, con un hardware decisamente migliore, funziona bene, neanche riprova ad installarlo. Qualcun’altro prova, ma si trova con qualcosa che non va, magari cerca anche in internet la soluzione, non la trova: tanto il pc nuovo funziona bene così come glielo hanno dato, quindi perchè dannarsi, dopo un’ora di ricerche vane (tanto dura la pazienza di molti). Ecco che si decide per l’abbandono!

La soluzione qual’è? Forse il tempo: molti non sanno usare un Pc, molti hanno usato per anni un solo sistema operativo, molti non usano il Pc se non per poche applicazioni.
Provate a fare usare un telefono diverso da Nokia da chi non ha usato altro, se non ritrova le stesse icone, le stesse impostazioni, lo stesso simbolo della cornetta, non riesce neanche a telefonare (che ormai è la funzione più semplice per un cellulare).
Le abitudini sono un vecchio fardello, di fronte a situazioni mai affrontate in molti si tirano indietro.
Tanto più sono vecchie tanto più è difficile sradicarle, forse la soluziona sta nei giovani, per loro cambiare è meno traumatico.
Utilizzare un sistema operativo che non si conosce richiede tempo, voglia e un po’ di capacità, ma sopratutto flessibilità mentale.

Forse il fatto che Vista non è stato così affidabile come XP e Seven è lontano e diverso da XP stesso, unito al fatto che comunque XP (ancora molto usato) verrà abbandonato entro il 2014, può dare l’occasione di cambiare veramente!
Google con Android insegna: notizia di pochi giorni fa il sorpasso su IPhone.

E allora?
Open your mind!

Ubuntu non è Windows!

Presa la decisione, non rimane che procedere con l’installazione.
Allora avevo installato la versione 9.10, ma ora c’è la 10.4 che trovo decisamente migliore!
L’installazione non è difficile ed è completamente guidata, però alcune insidie ci sono, perciò vi rimando al wiki ufficiale di cui consiglio assolutamente la lettura.
Le architetture attualmente sono aggiornate e non si parla più di i386 e amd64, ma semplicemente di Pc standard (x86) e Pc a 64 bit (intel o amd che sia).

Qualche consiglo che mi sento assolutamente di dare!

1) Provare Ubuntu in sessione Live, in questo modo si vede se sul proprio Pc c’è dell’ hardware incompatibile, in tal caso si può verificare sul forum ufficiale se ci sono delle soluzioni, spesso anche più semplici di quello che si pensa. A me non funzionava la scheda wireless e da “Live” non potevo installare i driver proprietari, mentre dopo l’installazione mi è bastato collegare il mio notebook col cavo ethernet e circa 10 secondi per scaricare ed installare i driver, un riavvio e tutto funzionava.
Anche se Ubuntu ha fatto passi da gigante per la compatibilità hardware, qualche produttore si ostina a non rilasciare le specifiche per farlo funzionare: molti produttori non fanno driver per linux, la maggior parte dei driver arriva direttamente dalla comunità open source, anche se sembra che le cose stiano cambiando (vedi progetto Linaro o gli attuali membri di Linuxfoundation.org)

2) Leggersi bene la parte riguardante il partizionamento. Secondo me è molto più utile partizionare da “Live”, prima di installare. Con Gparted è molto semplice, soprattutto si segue questa videoguida del prof. Cantaro.
Di solito un utente esperto sa già come funziona, perciò gli basterà una veloce occhiata ai link che ho dato per capire come creare le partizioni adatte ad Ubuntu.
Un utente inesperto installerà sicuramente in dual-boot (cioè vorrà tenere anche Windows) e per questo c’è la comodissima funzione “Installa accanto agli altri sistemi operativi”.Ma le guide che ho linkato, soprattutto le videoguide del prof Cantaro, lasciano ben pochi margini per errori di comprensione, per cui io credo che valga la pena imparare. Questa procedura, che faremo ben poche altre volte se siamo utenti domestici (forse solo all’acquisto di un nuovo Pc), ci permetterà di creare diverse partizioni nel modo più ordinato.

3) Si legge da qualche parte, ma non sempre è scontato: Ubuntu rispetta gli altri sistemi operativi presenti (qualsiasi essi siano), perciò installandolo ci chiede se vogliamo mantenerli e dopo l’installazione (se non abbiamo fatto casino con le partizioni) ce li ritroviamo tutti. Questo avviene grazie a Grub.
Ora se noi reinstalliamo Windows dopo Ubuntu, anche se in una partizione ad esso dedicata, questo ci cancellerà Grub, ripristinarlo non è difficile: ci basta un cdlive di Ubuntu e questa guida.

4) Concetto di mount: in linux i dispositivi vengono “montati” e “smontati”, per ora mi limito a dire che questi processi sono quasi del tutto automatizzati, il “quasi” deriva da questioni di sicurezza.
In pratica una partizione, un HD esterno od una chiavetta USB sono sempre visti, ma hanno bisogno di essere montati per essere usati. Una per tutte:non è automatico che venga montata una partizione NTFS del disco. Perciò se noi abbiamo il file di un’immagine in questa partizione e lo selezioniamo come nuovo sfondo del desktop, al sucessivo riavvio ci troveremo senza sfondo perchè la partizione non è montata. Per capirci è come se avessimo scelto l’immagine presente in un CD e avessimo poi rimosso il cd stesso.
Ripeto questo avviene per sicurezza: per esempio io non monto mai la partizione in cui ho Xp, se non quando voglio fare una scansione antivirus con Klamav.
Se vogliamo invece montare una partizione direttamente all’avvio è comunque possibile e ci viene in contro il nostro solito wiki con la pagina dedicata.

Ora che avete installato ed avviato Ubuntu, credo che abbiate capito che Ubuntu non è Windows: si possono fare molte cose sia con uno che con l’altro, spesso si usano programmi molto simili o addirittura gli stessi (vedi Chrome o Firefox), ma i due Os sono diversi.
Perciò quando in Windows una cosa ci viene semplice perchè lo usiamo da anni, non dobbiamo pensare che con Ubuntu sia più difficile, semplicemente è diverso e non avendolo mai usato, prendiamoci del tempo per comprenderlo meglio!

Le mie prime esperienze dopo l’installazione di Ubuntu le leggerete prossimamente!!!