Impostare sfondi diversi per ogni workspaces in Ubuntu 10.10!

Per avere diversi sfondi in ogni worksapces bisogna avere gli effetti 3D abilitati, Compiz attivo, CompizConfig installato e anche il pacchetto aggiuntivo “compiz-fusion-plugins-extra“, lo possiamo installare da terminale con:
sudo apt-get install compiz-fusion-plugins-extra
oppure da Synaptic o da Ubuntu Software Center.

Se siamo pronti con questa configurazione, possiamo aprire CompizConfig, lo troviamo nel menu Sistema>Preferenze>Gestore Configurazione CompizConfig

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Sempre più open-source?

La domanda sorge spontanea.
Prima di tutto il successo di Android, piattaforma con Kernel Linux su cui gira una macchina virtuale chiamata Dalvik

Questo successo ha forse convinto i produttori a sfruttare la moda “open”: già molti produttori utilizzano Kernel Linux modificati per i loro dispositivi più svariati, dai frigoriferi, ai videoregistratori, dalle slot-machines agli ultimi televisori 3D.
Quello che forse mancava era proprio un utilizzo su dispositivi così interattivi come gli smartphone.
Google ha dato una forte spinta, in molti hanno cercato di seguire la scia: Maemo, Moblin e Meego di Nokia/Intel (che sembrano arenati), per arrivare a Bada (non è open, ma parte da bsd) di Samsung già realtà.
Anche un altro grande produttore come HP dopo l’acquisizione di Palm sembra voler sfruttare a pieno questa moda con il suo nuovo Webos (in parte open, in parte closed) con tre dispositivi molto interessanti appena presentati:

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Android virtualizzato su Ubuntu

Siccome da tempo si sta sviluppando una versione di Android per processori intel atom, mi è venuta l’idea di provare.
Sul sito dedicato al progetto viene spigato come fare, ma l’HowTo dice che il procedimento è testato solo su windows XP e su Fedora11.

Allora scarichiamo il file android-x86-2.2-eeepc.iso
Per l’installazione di virtualbox e delle configurazioni rimando a questa guida molto completa del Muflone.

Ora avviamo Virtualbox e clicchiamo su Nuova

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Installare ubuntu come unico sistema operativo con home separata.

Innanzitutto perchè usare la partizione per la home separata?
Perchè la partizione di home può essere considerata coma una partizione dati, ovvero una partizione che possiamo mantenere anche se aggiorniamo o reinstalliamo Ubuntu.
Infatti nella home utente troviamo cartelle visibili -come la cartella Immagini o Musica, dove possiamo salvare i nostri files- ma anche cartelle nascoste che servono solo ad indicare le impostazioni utente: se vogliamo un sistema pulito basta cancellare le cartelle nascoste, verranno ricreate in automatico al riavvio del sistema, ma con le impostazioni standard.
Con la home in partizione separata sul disco possiamo quindi decidere se formattare tutto per cancellare qualsiasi cosa, non formattare per mantenere i nostri dati e cancellare solo i file nascosti per avere le impostazioni standard, mantenere tutti i dati e tutte le impostazioni.
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Ripristino Grub (video)

In molti si trovano in difficoltà a ripristinare Grub, vedono molti comandi da dare e pensano che sia complicato.
Se si reinstalla Windows in una partizione, oppure se si commette qualche errore durante l’installazione di Ubuntu o di altre distribuzioni Linux, capita di dovere ripristinare Grub, il bootloader, quello che ci permette di selezionare il sistema operativo all’avvio.
Per ripristinarlo ci sono le istruzioni in questa pagina: Ripristino Grub.

In sostanza si tratta di avviare una sezione da cd o da usb in modalità “Prova Ubuntu” o modalità “live”, collegarsi a internet e seguire le istruzioni, l’unico punto da tenere in considerazione è il nome del disco dove installare Grub e il nome/numero della partizione in cui mettere i file di configurazione di Grub. Questo lo scopriamo col primo comando che diamo, io nel video infatti correggo il numero della partizione , mentre il disco è lo stesso che viene indicato nella guida.

Per andare più veloce si può fare copia/incolla, per essere ancora più veloci copia con CTRL+C e incolla nel terminale con MAIUSC+CTRL+V,
naturalmente ALT+TAB per passare da una finestra all’altra: in pochissimo tempo abbiamo ripristinato Grub.

Unetbootin, linux live usb!

Disponibile sia per Linux che per Windows, Unetbootin è un eseguibile che permette di scaricare in automatico, o di selezionare una immagine iso già scaricata, di metterla su un dispositivo usb e di renderlo avviabile dal bios, permettendo così la prova live o l’installazione dell’immagine del sistema operativo prescelto.

Ora io descrivo l’utilizzo sotto Windows Seven dato che unetbootin è il sistema migliore per creare questo tipo di live. Mentre per Ubuntu esiste il Creatore dischi di Avvio, integrato nel sistema, che ha in più la funzione “persistente”: crea una live con la possibilità di salvare i dati. Questa procedura l’ho già descritta in questo articolo.
Con unetbootin non si può fare, al massimo si può partizionare il dispositivo usb in modo da avere un secondo disco su cui salvare dati, ma su cui non vengono salvate anche le impostazioni.

Cominciamo quindi col reperire Unetbootin a questo link

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Ridimensionare le immagini con un click

Chi utilizza Ubuntu si trova quasi subito ad installare Gimp, l’ottimo programma di fotoritocco open-source, adatto a tutti. Il programma viene spesso confrontato col celebre e costoso Photoshop di Adobe. Ora non sono certo io in grado di dirvi quale è meglio, posso però affermare che Gimp ha talmente tante funzioni che per una utenza normale come la mia sono fin troppe: i molti tutorial online aiutano molto, però.

Certo che in alcuni casi avere un programma che faccia delle cose in modo più veloce è meglio.
Ho trovato questa utility davvero comoda, integrata in Nautilus il nostro filemanager.
Per installarla da Applicazioni>Accessori>Terminale:
sudo apt-get install nautilus-image-converter
Oppure cerchiamola con Ubuntu Software Center e installiamo da lì.
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